Schertz ritiene che il diritto alla personalità di tutti i defunti dovrebbe rimanere in vigore per un certo periodo di tempo e che tali diritti dovrebbero essere ereditabili. L'articolo ricorda alla redazione anche il caso Falcone/Borsellino-Pizzeria, di cui abbiamo parlato più volte in passato. All'epoca, il Tribunale di Francoforte non era disposto a concedere a Falcone la tutela postmortem del diritto alla personalità. A differenza di personaggi come Konrad Adenauer o Marlene Dietrich, il giudice italiano non era così radicato nella coscienza dell'opinione pubblica tedesca. La decisione ha suscitato grande scalpore nell'opinione pubblica italiana. I giudici della Corte d'appello, in media di 10 anni più anziani, hanno corretto la decisione dei loro colleghi di primo grado e hanno riconosciuto Falcone come meritevole di tutela anche in Germania. Si è quindi verificato il fenomeno "l'uomo morde il cane": la cattiva notizia (tribunale) era in prima pagina su tutti i quotidiani e la prima notizia nei telegiornali. La buona notizia (Corte d'appello) non ha interessato quasi nessuno ed è stata riportata solo da un servizio di informazione online locale di Palermo. A chi fosse interessato al caso e al suo impatto mediatico, consigliamo l'articolo di Rodolfo Dolce, "Giovanni Falcone, ein Held beider Welten?" in Cantiere Europa, Europas Baustellen, pubblicato da Christiane Liermann Traniello per la casa editrice VillaVigoni.