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Ultime dal mondo digitale

Ultime dal mondo digitale

Addio motore di ricerca

 

Nessun lettore avrà mancato di notare che Google non risponde più alle ricerche esclusivamente con un elenco di link, ma con l'aiuto della sua intelligenza artificiale, che fornisce le risposte. Il traffico sui siti web nell'area di lingua tedesca è già diminuito in modo significativo. Si tratta di un ulteriore passo contro il diritto all'autodeterminazione del consumatore e, in particolare, esclude i piccoli produttori dalle opportunità di mercato. Come giustamente sottolineato da Müller e Gleisinger nel loro articolo pubblicato su LTO l'8 luglio 2025, Google potrebbe non solo aver violato le norme antitrust, ma anche il divieto di discriminazione del DMA (Digital Markets Act - distorsione della concorrenza) e l'obbligo di trasparenza del DAS (Digital Services Act). Non da ultimo, esiste anche un pericolo per la pluralità dei media in rete. Google rischia multe considerevoli, ma continua imperterrita con la sua riforma. Forse non è lontano il giorno in cui i link di terze parti non saranno più offerti.

Facebook deve cancellare i profili

 

Un uomo aveva creato un profilo Facebook dal quale non faceva altro che postare insulti nei confronti di una donna. La donna ha chiesto a Meta, il gruppo Facebook, di cancellare non solo i singoli post, ma anche la fonte stessa, ovvero l'intero profilo. Meta ha opposto resistenza, ma senza successo. La Corte d'appello di Francoforte (21.6.2025,16 U 58/24) ha dato ragione alla donna: ha riconosciuto il diritto alla cancellazione definitiva dei profili e non solo alla loro temporanea "disattivazione". La richiesta avrebbe potuto essere basata anche sull'articolo 8 del Digital Services Act, ora in vigore, secondo il quale il gestore non ha alcun obbligo di controllo attivo, ma deve intervenire quando viene a conoscenza della violazione.

 

 

Tribunale regionale di Francoforte sul Meno: lo smartwatch di Apple non è climaticamente neutrale

 

Il fenomeno del greenwashing sta prendendo sempre più piede e ora anche Apple pubblicizza il suo nuovo orologio come climaticamente neutrale. Durante la produzione e il trasporto, le emissioni sarebbero ridotte al minimo e il piccolo residuo sarebbe compensato da progetti di compensazione. L'organizzazione Deutsche Umwelthilfe, che ha presentato ricorso contro questa affermazione, ha sottolineato che i progetti promossi da Apple (piantagioni di eucalipto in Paraguay) sono tutt'altro che sostenibili. Un effetto potrebbe essere ottenuto solo dopo diverse centinaia di anni, mentre gli alberi di eucalipto verrebbero abbattuti ogni 14 anni e prevalentemente bruciati. Nella sentenza del 26 agosto 2025 (3-06 O 8/24), il Tribunale regionale ha dato ragione agli ambientalisti. I consumatori europei si orientano all'accordo di Parigi sul clima e si aspettano che un prodotto climaticamente neutrale abbia anche un risultato sostenibile. Una decisione del Tribunale di Berlino II (16.10.2025, rif. 52 O 53/25) ha invece suscitato ilarità nella redazione. La FIFA ha infatti avuto il coraggio di pubblicizzare l'ultimo campionato mondiale in Qatar, disputato in stadi completamente climatizzati nel mezzo del deserto, come "climaticamente neutrale". Fortunatamente, l'audacia non sempre vince