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Ultime dall'Italia

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Legge sull'IA

 

L'Italia è stato il primo Stato membro dell'UE ad approvare il 23 settembre 2025 una legge sull'intelligenza artificiale (legge 132/2025). La Lettera ai clienti fornirà maggiori dettagli al riguardo e illustrerà le differenze rispetto al quadro giuridico europeo. Per quanto riguarda gli avvocati e tutte le "professioni intellettuali", l'uso dell'IA come strumento ausiliario è consentito a condizione che le fasi decisive del lavoro siano riservate all'uomo. Abbiamo già riferito più volte delle reazioni dei giudici tedeschi e italiani alle memorie dei colleghi, che erano piene di "allucinazioni” dell'IA e citavano molte decisioni inesistenti della giurisdizione suprema. Una brutta sorpresa ha coinvolto un avvocato italiano avanti al Tribunale del lavoro di Torino (n. 2120/2025 del 16.09.2025). Ha dovuto pagare una sanzione di 500 euro a ciascuna delle parti convenute per il gergo incomprensibile utilizzato prodotto dalla IA (art. 96 comma 3 del codice di procedura civile italiano)

Old fashioned

Con tutte le truffe nel mondo digitale, si è quasi contenti delle classiche frodi che richiedono ancora impegno personale e l'arte della mimica. Oltre ai numerosi falsi tecnici ENEL che girano per le case italiane, ai falsi Carabinieri e ai numerosi falsi sacerdoti e religiosi, c'è da segnalare una nuova truffa proveniente da Napoli. Nei locali molto frequentati può capitare che un uomo vestito da capo cameriere si avvicini al tavolo e chieda cortesemente agli ospiti se desiderano pagare. Il conto viene emesso, il denaro incassato e il capo cameriere scompare, con grande disappunto del proprietario e dei veri camerieri del locale.

 

Deepfake vietato in Italia

n Italia, la nuova legge sull'IA (vedi questo numero) ha anche introdotto un nuovo reato nel codice penale italiano (art. 612-quater). Secondo tale articolo di legge, è punibile la diffusione illegale di contenuti deepfake (immagini, video, voci) generati o manipolati con l'IA, se sono idonei a ingannare e causano danni. La presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni è lei stessa vittima costante di video falsi, spesso con contenuti pornografici. Anche in questo caso l'Italia è il primo paese dell'UE ad avere una normativa in materia